Gli alimenti per l'infanzia non soddisfano le esigenze nutrizionali
per il periodo successivo allo svezzamento, secondo un nuovo studio

 

Secondo uno studio pubblicato nell'’ Archives of Disease in Childhood (9/9/2013), gli alimenti commerciali non soddisfano le esigenze per lo svezzamento di un neonato e forniscono poco valore nutrizionale in più, rispetto al latte materno.

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Il processo di svezzamento è considerato un processo cruciale nella vita di ogni bambino. Anche se è la madre a decidere quando iniziare lo svezzamento, l'American Academy of Pediatrics raccomanda l'allattamento esclusivo almeno per i primi 6 mesi, perchè lo svezzamento prematuro potrebbe avere delle conseguenze fisiche e mentali negative sullo sviluppo del neonato.

Tuttavia, gli alimenti commerciali per lattanti sono promossi a partire dall'età di 4 mesi, e questo potrebbe scoraggiare le madri a continuare l'allattamento al seno, secondo i ricercatori.

Gli autori dello studio sostengono che: "Anche se è comprensibile che i genitori scelgano di utilizzare alimenti commerciali all'inizio del processo di svezzamento, devono essere consapevoli che tali alimenti non forniscono la densità nutrizionale di una dieta a base di latte materno."

Se decidete di preparare gli alimenti per lo svezzamento a casa, questi devono essere preparati in modo diverso dal cibo familiare. Sale e zucchero non dovrebbero essere aggiunti perchè questo potrebbe contribuire ad un elevato apporto di sodio e glucosio.

Bibliografia

Nutritional content of infant commercial weaning foods in the UK, published in the journal Archives of Disease in Childhood, 9 September 2013


 

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