La placenta: un organo fondamentale per la sopravvivenza delle specie

 


La placenta è un organo temporaneo e complesso. Si forma dalle stesse cellule da cui deriva l’embrione e svolge numerose e importanti funzioni. La placenta contiene anche il liquido amniotico e il cordone ombelicale, che facilita lo sviluppo del feto e lo scambio di sostanze tra quest’ultimo e la madre.

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La placenta, durante l’ evoluzione della specie umana e animale, ha giocato un ruolo fondamentale nella sopravvivenza delle specie. Questo perché il feto è un organismo distinto immunologicamente dalla madre, il che porterebbe in teoria la madre a percepirlo come un corpo estraneo, rigettandolo. Tuttavia, la maggior parte delle volte non è cosi. E per questo il fenomeno della gravidanza è qualcosa di unico in natura.

Si tratta di una miracolosa simbiosi tra due esseri diversi, ma che allo stesso tempo condividono un patrimonio genetico (metà della madre, metà del padre). Questa simbiosi ci permette di esistere grazie a meccanismi evoluti nel corso di milioni di anni e cioè:

Il sistema immunitario materno che permette di adattarsi ai cambiamenti della gravidanza, “ignorando” in certo senso il feto per non respingerlo come un corpo estraneo. L’utero come un luogo protetto che alloggia la placenta, agendo come una barriera immunologia tra madre e feto (Billingham , Medawar,1953).

Quindi, grazie all'evoluzione dell'utero e della placenta, è diventato possibile per i mammiferi proteggere lo sviluppo delle loro progenie garantendo a essa un ambiente sicuro, evitando di esporla ad un ambiente imprevedibile, contrariamente a quanto accade con altri animali, i cui cuccioli nascono dalle uova.

La placenta svolge un ruolo chiave nel determinare la lunghezza della gravidanza:

Negli esseri umani e negli altri mammiferi placentati, la struttura della placenta può variare enormemente; queste variazioni possono svolgere un ruolo importante nella durata della gravidanza stessa. Oggi si pensa che più sostanze nutritive fornisce la placenta al feto, più se ne stimola la crescita, e quindi si riducono i tempi di gestazione (Bowdler,2010). In effetti, in alcuni animali come i topi, la cui gravidanza dura solo tre settimane, la placenta fornisce abbastanza nutrienti. Invece negli esseri umani la gravidanza dura 9 mesi e ciò significa che la placenta fa passare meno nutrienti con conseguenti tassi di crescita più lenti e tempi di gestazione più lunghi.

 

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