Giochiamo al...peekaboo

Il gioco del peekaboo lo conosciamo un po’ tutti: i nostri genitori ce l’hanno fatto molte volte quando eravamo piccoli (ed anche noi probabilmente lo abbiamo fatto ai nostri figli). E’ molto semplice: consiste nel coprirsi il volto con le mani dicendo: “Dove sta la mamma (o papà)?” E poi, dopo un po’, scopriamo il viso al bimbo pronunciando qualche interiezione (“Buah...” “Tatà”...)

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Un gioco apparentemente banale come questo ha in realtà un significato molto profondo. Gli psicanalisti sostengono che aiuta i bimbi a dominare l’ansia quando la madre scompare. Gli psicologi cognitivi lo considerano un modo utile per i bimbi di giocare con il concetto di “permanenza degli oggetti” (cioè l’idea secondo cui gli oggetti esistano anche quando non li vediamo). Inoltre, il gioco può essere utile anche in vista di future interazioni comunicative. Infatti i bimbi, grazie ad esso, imparano regole importanti come i turni nella conversazione.

Quindi ti raccomando di praticare questo gioco con il tuo bimbo: non lo farai solo ridere, ma contribuirai anche al suo sviluppo cognitivo e sociale!

 

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Fonte: Diane Papalia (2006). Psicologia del desarrollo.