Cos’è la Sindrome del Bimbo Vulnerabile?


Uno dei problemi che mi è capitato spesso di affrontare durante la mia pratica professionale è l’atteggiamento dei genitori (specie della madre) verso il proprio bimbo che è nato prematuro e che ora ha da pochi mesi a 3 anni.

A cosa mi riferisco esattamente?


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Al fatto che a volte i genitori continuano a considerare il proprio bimbo prematuro come un essere fragile e suscettibile di ritardi quando invece si sta sviluppando in modo sano dal punto di vista fisico e psicologico.

I genitori diventantano quindi eccessivamente protettivi nei confronti del bimbo, e, senza volerlo, ritardano o modificano in vario modo il suo naturale sviluppo.

A quest’atteggiamento dei genitori verso il figlio si da il nome di Sindrome del Bimbo Vulnerabile.

Qual è la conseguenza naturale di questa sindrome?

Il bimbo non riesce a sviluppare un grado sufficiente di fiducia in se stesso o un senso di indipendenza e questo lo porta a nutrire molta insicurezza nelle sue relazioni con gli altri.

Ci sono naturalmente dei modi per divenire consapevoli di questa sindrome e gestirla al meglio (in effetti questo è uno dei temi che tratto durante il mio Programma di Stimolazione per Bimbi Prematuri).

Ma il punto che vorrei fare in quest’articolo è quanto sia importante la formazione dei genitori per favorire il corretto sviluppo psico/fisico del bimbo.

E’ solo grazie alla consapevolezza dei propri sentimenti verso il bimbo, all’amore, alla dedizione e a specifici strumenti d’intervento che il genitore può fare davvero la differenza nella qualità di vita (presente e futura) del proprio bimbo prematuro.

La Sindrome del Bimbo Vulnerabile è solo un esempio di come forti emozioni possono essere dei “bastoni tra le ruote” nella crescita equilibrata del bimbo, ma ce ne sono anche molti altri (di cui mi riservo di parlare nei prossimi articoli).

E’ di fronte a problemi – come quello di un bimbo prematuro – che affiorano tutte le nostre debolezze, fragilità e limiti.

L’importante è non condannarle, ma accoglierle e trasformarle in risorsa preziosa per aiutare il nostro bimbo a crescere – o meglio, crescere insieme a lui... 


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