Tre importanti lezioni che ho appreso da Nathalie Charpak sulla cura dei bimbi prematuri

 
E’ davvero una grande fortuna poter lavorare a fianco di un grande maestro della stimolazione infantile. Il maestro non trasmette solo conoscenze, ma anche (e soprattutto) le sue attitudini, la sua gioia, la sua passione. Lavorando insieme a Nathalie Charpak, non si può non essere “contagiati” da una grande energia e competenza professionale ed umana. Ma chi è Nathalie Charpak?

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Nathalie opera attualmente presso la “Fundacion Canguro” di Bogotà (Colombia) ed è uno di quei pediatri che più hanno contribuito a diffondere nel mondo il concetto e la pratica del “Metodo canguro” come “Cura integrale dei bimbi prematuri”. E’ tra l’altro autrice di un bellissimo libro dal titolo “Una mamma canguro” tradotto in italiano e pubblicato dalla casa editrice RED.

Ecco tre importanti lezioni che ho appreso da Nathalie (e che metto in pratica ogni giorno nella mia pratica professionale):


1. 
Accogliere sempre il bimbo e la famiglia con la massima professionalità ed...un bel sorriso.

Molte volte mi è successo (specie in Italia, ahimè) di rivolgermi a medici o professionisti estremamente competenti, ma molto poco “umani”. Credo che questo sia un peccato, perchè il paziente cerca non solo una soluzione ai suoi problemi, ma anche e soprattutto una persona che lo sappia ascoltare.

Se il paziente non si sente ascoltato (ed i bimbi sono molto sensibili a questo...) è probabile che non sia sufficientemente motivato a seguire il programma o il trattamento suggerito e quindi non ottenga neppure i risultati sperati.


2. 
E’ necessario umanizzare i reparti di neonatologia.

Proprio per il fatto di proporre il Metodo Canguro – che implica il coinvolgimento diretto dei genitori in Terapia Intensiva Neonatale – è necessario secondo Nathalie umanizzare il lavoro dell’equipe medica nei reparti di neonatologia.

Questo permette tra l’altro di ottenere migliori risultati dal punto di vista medico (oltre che naturalmente psicologico), come dimostrano chiaramente decine di studio realizzati (anche dalla stessa Charpak) sull’efficacia del Metodo Canguro.


3. 
E’ essenziale curarsi del bimbo prematuro globalmente, e non “a pezzetti”.

Il fatto che la scienza medica e psicologica si sia sempre più specializzata (audilogia, ortopedia, neuropsichiatria infantile ecc...) è senza dubbio un vantaggio. Tuttavia si rischia di avere un quadro troppo limitato della situazione di sviluppo de proprio bimbo a partire da un solo specialista.

Tanto che oggi anche in Occidente, facendo tesoro della vecchia saggezza orientale, si sta sempre più parlando di cure “olistiche” o “integrali”, cioè approcci che tengono conto della globalità della salute e non solo delle singole componenti.

Il Metodo Canguro, per come viene praticato da Nathalie Charpak e dalla sua equipe, prevede infatti non solo visite di controllo pediatriche, ma anche psicologiche, perchè il coinvolgimento attivo dei genitori è la chiave per far funzonare al meglio le cure rivolte al bimbo ed anche perchè i genitori hanno in questo modo un’idea completa di come si sta sviluppando il proprio bimbo.

In conclusione, sono molto grata a Dio per avermi fatto incontrare persone come Nathalie sul mio cammino.

Sono persone come Nathalie che lentamente e silenziosamente stanno cambiando il mondo.

 

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