I test di sviluppo nei primi 3 anni permettono di prevedere se il mio bimbo prematuro avrà problemi a scuola?

Oggi voglio rispondere ad una domanda che mi è arrivata alcuni giorni fa’ da una fedele lettrice della  la signora Antonella, madre di Alessia, ex-prematura ora di 2 anni e mezzo.

La domanda è: Liliana, i test di sviluppo che si realizzano sui bimbi prematuri nei primi anni di vita permettono di sapere se avranno problemi di apprendimento a scuola?

Ecco la mia risposta:

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“Antonella, i test di sviluppo ci informano solo su come il bambino sta crescendo in una particolare tappa riguardo a 4 aree principali:


1.    Area intellettiva;

2.    Area fisica;

3.    Area linguistica;

4.    Area socio-affettiva.

Il test deve inoltre tenere in conto la qualità della performance del bimbo: è riuscito a svolgere una certa attività al primo tentativo o dopo molti tentativi? Appare calmo nello svolgere il compito che gli è stato assegnato o inquieto?


Tuttavia, i risultati di questi test non ci informano su come potrebbe procedere lo sviluppo del bimbo in futuro e su quali potrebbero essere i futuri risultati che otterrà a scuola. Perchè?


Soprattutto perchè alcune delle competenze che appiano in seguito nella vita del bimbo non sono evidenti nella prima infanzia. Ad esempio, è possibile testare la capacità che ha un neonato di reagire agli stimoli visivi ed uditi dell’ambiente circostante e notare eventuali cambiamenti.


Ma è solo quando avrà sviluppato ad esempio delle nuove competenze motorie o linguistiche che sarà possibile valutarle in un apposito test. In conclusione, possibili problemi di sviluppo possono emergere con il tempo quando nuove aree del cervello sono “chiamate” ad attivarsi.


E’ per questo essenziale monitorare continuamente la situazione di sviluppo di un bimbo prematuro, in modo da individuare per tempo eventuali ritardi e programmare interventi volti a ridurli completamente o per lo meno limitarli”.


 

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