Programmi di stimolazione per prematuri:
potenzialità e limiti

 
Se segui con attenzione la newsletter di “stimolazioneinfantile.it” sai cos’è un Programma di Stimolazone per Prematuri.
Una domanda che ricevo spesso è tuttavia: Ma si tratta di Programmi che funzionano davvero? Esistono studi che dimostrano (o smentiscono) la loro efficacia? Per rispondere a questa domanda vorrei fare riferimento al più celebre programma per prematuri mai realizzato finora. Di che si tratta?

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Del cosiddetto Infant Health and Development Program (Programma per lo Sviluppo e la Salute del Bambino), realizzato negli Stati Uniti nel corso degli anni ’80. L’obiettivo del programma, che durava 3 anni, era appunto quello di ridurre i problemi di sviluppo tipici dei bimbi prematuri, formando i genitori dal punto d vista pediatrico e psicologico attraverso visite domestiche, seminari formativi, gruppi d’incontro per genitori, ecc...
Quali sono stati i risultati alla fine dei 3 anni?

Il programma si è dimostrato particolarmente efficace nel favorire lo sviluppo intellettivo e comportamentale soprattutto tra i bimbi che pesavano almeno 2000 gr. alla nascita e quelli di buon LSE (livello socio-economico). In particolare si registrarono minori problemi di comportamento, una migliore relazione madre-figlio e maggiori competenze educative da parte dei genitori.

Fin qui i benefici del programma...ed i limiti?

Si effettuarono dei test di sviluppo sugli ex-partecipanti al programma quando avevano compiuto 5 ed 8 anni di età e si notò che gli effetti positivi del programma si erano alquanto attenuati. Questo sembra suggerire che, per quanto i primi 3 anni di vita siano essenziali per lo sviluppo psico-fisico del bimbo, non sono comunque sufficienti a garantire risultati duraturi nel tempo.

Secondo i ricercatori dell’ Infant Health and Development Program, è assolutamente necessario continuare con i programmi di stimolazione per lo meno fino all’adolescenza.


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