Perché la violenza domestica  può essere tramandata da padri a  figli?

 

Secondo l’ OMS, soprattutto donne e bambini corrono grandi pericoli proprio nel luogo in cui dovrebbero essere più al sicuro: nella loro famiglia. Per molti di loro, la casa è dominata da un regime di terrore e violenza da parte di qualcuno che è loro molto vicino, qualcuno nel quale dovrebbero poter avere fiducia.

Le vittime soffrono fisicamente e psicologicamente, non sono in grado di prendere le decisioni che le riguardano, dar voce alle loro opinioni o proteggere se stesse e i loro bambini per paura di ulteriori ripercussioni. I loro diritti umani vengono calpestati e le loro vite vengono annientate dalla costante minaccia della violenza.

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Sussiste violenza domestica quando, in un rapporto familiare a carattere coniugale o affine, sia esistente che sciolto, vi sono persone che usano o minacciano di usare violenza fisica, psicologica o sessuale (Schwande, 2003). Con questa definizione s’intende sottolineare che la violenza domestica può manifestarsi anche all’interno di coppie conviventi o separate.

La "trasmissione intergenerazionale della violenza" è stato ritrovata in molti studi. Le persone che crescono esposte alla violenza domestica hanno maggiori probabilità (circa due volte più) di costruire  relazioni violente da adulti o adolescenti.
 

La teoria dell'apprendimento sociale può spiegare perché un bambino che cresce in una casa violenta potrebbe sviluppare un comportamento violento da adulto.

La teoria dell'apprendimento sociale dello psicologo Albert Bandura, evidenziò come l'apprendimento non implicasse esclusivamente il contatto diretto con gli oggetti, ma avvenisse anche attraverso esperienze indirette, sviluppate attraverso l'osservazione di altre persone. Bandura ha adoperato il termine modellamento (modeling) per identificare un processo di apprendimento che si attiva quando il comportamento di un individuo che osserva si modifica in funzione del comportamento di un altro individuo che ha la funzione di modello.

Una delle condizioni fondamentale affinchè l’apprendimento sociale sia efficace è che il modello da cui si impara deve essere molto significativo per il bambino, ad es. per un bambino i suoi genitori.

L’aggressività si impara: gli esperimenti di Bandura

Nei primi anni ’60 Albert Bandura e le psicologhe Dorothea e Sheila Ross della Stanford University condussero una serie di esperimenti sugli effetti del vedere in azione un soggetto violento sugli spettatori.

Per dimostrare questo, Bandura utilizzò pupazzo gonfiabile (la bambola Bobo), del tipo sto-sempre-in-piedi.

Negli esperimenti, parteciparono un centinaio di femmine e di maschi fra i 3 e i 6 anni d’età. Il bambino era seduto in una sala giochi, mentre al lato opposto della stanza si trovava un adulto, vari giocattoli, tra cui un mazzuolo, e Bobo.

esperimenti bandura

 

In alcuni casi l’adulto giocava per qualche minuto e ignorava il pupazzo, mentre in altri casi prendeva quasi subito Bobo a martellate, apostrofandolo con una certa enfasi.

In una seconda serie di esperimenti, l’adulto aggressivo, di volta in volta, era anche premiato o sgridato o lasciato senza conseguenze.

Quindi il piccolo veniva portato in un’altra stanza, dove c’erano diversi giochi. Dopo due minuti, i giocattoli gli venivano sottratti, dicendo che erano riservati ad altri bambini. Poi il soggetto veniva riportato nella prima sala.

A questo punto il bambino, che aveva assistito all’aggressione della bambola Bobo da parte dell’adulto, manifestava un gioco di tipo aggressivo, e in particolare gesti ed espressioni verbali violente nei confronti del pupazzo, in misura assai superiore a quella espressa dai soggetti che non avevano assistito alla violenza adulta.

Il comportamento aggressivo è molto più intenso nei maschi che nelle femmine.

Il fatto che l’adulto sia stato o meno premiato o sgridato non sembra influire sull’espressione di aggressività nei bambini.


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