L'esposizione all'inquinamento atmosferico a lungo termine

può produrre danni al cervello

 

L'inquinamento atmosferico è l’alterazione delle condizioni naturali dell’aria, dovuta alle emissioni dei gas di scarico di autoveicoli, caldaie, centrali elettriche, fabbriche, impianti di incenerimento ecc. Le sostanze inquinanti più diffuse in atmosfera sono: il biossido di zolfo (So2), gli ossidi di azoto (Nox), il monossido di carbonio (CO), l'ozono, il benzene, gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) ed il piombo.

Un nuovo studio mostra che l'esposizione a lungo termine all'inquinamento atmosferico - anche a bassi livelli - può portare a danni cerebrali, deficit cognitivo e altre condizioni neurologiche negative.

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I rischi per la salute a causa dell’ esposizione all'inquinamento atmosferico sono state ben studiate. Ci sono studi che collegano l'inquinamento atmosferico ad un aumento del rischio di suicidio, mentre uno studio più recente (marzo 2015) pubblicato sul Medical News Today mostra come l’inquinamento si associa ad un maggior rischio di ansia e di ictus.

Secondo uno studio pubblicato su The Lancet Respiratory Medicine (2013), l'inquinamento atmosferico durante la gravidanza può aumentare il rischio di basso peso alla nascita nei neonati, anche a livelli di inquinamento inferiori a quelli ritenuti accettabili dalle attuali direttive sulla qualità dell'aria dell'Unione europea.

Oltre ad accrescere il rischio di basso peso alla nascita, la contaminazione atmosferica renderebbe i neonati più vulnerabili a livello respiratorio e neurologico.

Ma non solo i nascituri sono a rischio. La prima infanzia è un periodo critico per il continuo sviluppo e la maturazione dei diversi sistemi biologici, come il cervello, i polmoni, il sistema immunitario, ecc. In questo senso, le sostanze tossiche dell'aria possono compromettere la funzione polmonare e lo sviluppo neurologico, o aggravare condizioni esistenti, come ad esempio l'asma. I bambini nati prematuri o a crescita ritardata possono essere particolarmente vulnerabili agli insulti ambientali supplementari, per esempio, a causa di immaturità dei polmoni alla nascita.


Inquinamento atmosferico e mortalità infantile

Solo dal 1990 gli studi scientifici hanno iniziato a indagare sistematicamente il collegamento tra l'inquinamento dell'aria e la mortalità infantile. Questi studi si sono concentrati in gran parte sui potenziali impatti di mortalità a causa del particolato sospeso o polveri sottili come il PM10 e PM2.5 (particelle di materia meno di 10 micron di diametro aerodinamico). Queste particelle riescono a penetrare nel tratto respiratorio umano fino ad arrivare nelle profondità dei polmoni. La maggior patte di queste ricerche indicano che i bambini residenti in aree ad alti livelli di questi tipi di particolato corrono un maggior rischio di mortalità nel primo anno di vita, soprattutto per cause respiratorie.

 

Bibliografia

Ambient air pollution and low birthweight: a European cohort study (ESCAPE), published in The Lancet Respiratory Medicine, 15 October 2013.

Southern California Environmental Report Card - Fall 2008


 

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