Quanto è importante gattonare per il cervello dei bambini?


Normalmente, un bimbo impara a sedersi verso i 6 mesi, a gattonare a 8 e camminare verso l’anno. Queste indicazioni sono comunque molto generali ed è perfettamente normale che ci siano degli scostamenti dalla media (ci sarebbe da preoccuparsi solo se lo scostamento diventa notevole, nel qual caso è bene consultare uno specialista).

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Ad ogni modo, gattonare è un gran progresso per il bimbo, sia a livello propriamente fisico che neurologico. Gattonando, il bimbo si prepara a sviluppare competenze più complesse, tra cui anche (sorprendetemente) a leggere e scrivere. Non dobbiamo inoltre dimenticare che, gattonando, il bimbo acquisisce anche una maggiore autonomia e spostarsi con maggiore sicurezza e libertà.


Una volta che il bimbo si siede senza appoggio (come dicevamo a 6 mesi) è pronto per gattonare. Quando sta seduto, aiutalo a porre le mani in avanti, piegare le ginocchia e spingere i piedi all’indietro.


Un bimbo può gattonare in modi diversi:

  1. Solo all’indietro;
  2. Usando solo una gamba per spingersi in avanti mentre si siede sull’altra;
  3. Saltellando sul posteriore
  4. Usando mani e ginocchia (modalità classica).

Andando a gattoni il bimbo rafforza le connessioni tra i due emisferi cerebrali e crea “piste” d’informazione cruciali per la maturazione delle sue diverse funzioni cognitive.


Sviluppa inoltre il cosiddetto pattern crociato, cioè quella funzione neurologica che rende possibile lo spostamento corporeo organizzato ed in equilibrio del corpo umano. Ciò implica che il braccio destro si muove in sincrono alla gamba sinistra ed il braccio sinistro alla gamba destra.

 

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