Perché i neonati piangono?

 

I primi pianti sono reazioni involontarie che il bimbo usa per comunicare i suoi sentimenti e curiosità. Il pianto durante il primo anno di vita (così come il sonno) può fornire delle informazioni preziose su come il bimbo si sta sviluppando.

 

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Ogni bimbo ha un determinato “repertorio” di pianti e ciò gli serve a comunicare diverse necessità ed emozioni. Può essere che pianga per cause fisiche (fame, freddo, dolore, un pannolino bagnato, rumori forti ed improvvisi, cambi improvvisi di luminosità ecc...); oppure può piangere per cause emotive (ad es., per essere rassicurato, coccolato, abbracciato, protetto ecc...

Come identificare le necessità sottese al pianto del bimbo?

Potete essere sicuri che il bimbo ha fame quando tiene la testa inclinata in avanti e la muove da lato a lato, con la bocca aperta come a cercare il seno della mamma o un biberon; può inoltre portarsi la manina alla bocca per succhiarsela. Quando invece il pianto del bimbo non si deve a fame, si potrà anche cercare di allattarlo ma dopo un po’ rifiuterà il capezzolo e continuerà a piangere.

Quando invece è stanco, il bimbo comincia ad emettere brevi gemiti che aumentano d’intensità fino a vere e proprie grida che esprimono tutta la sua scomodità.

Quando il bimbo si annoia, comincia anche in questo caso ad emettere dei gemiti intermittenti e cerca nel frattempo stimoli con gli occhi. Si calma in genere solo quando qualcuno gli parla, lo muove o lo solleva .

In caso di coliche, il bimbo avvicina le ginocchia al pancino, da cui provengono rumori dovuti al processo di fermentazione.

Questo tipo di pianto in genere comincia sul finire della sera o nelle prime ore notturne e può durare varie ore.

Facendo un po’ di attenzione, si può scoprire uno “schema” più o meno regolare nel pianto durante le varie ore del giorno. Ad es., alcuni bimbi piangono ogni giorno, la sera, più o meno alla stessa ora. Comunemente in Colombia (mio Paese d’origine) chiamiamo questa “l’ora grigia del bimbo”. A quest’ora il bimbo piange molto intensamente, come per dolore, anche per un’ora di seguito (senza sosta).

Si suol credere che questo pianto disperato si debba a coliche. In realtà ha una funzione di sfogo emotivo a fine giornata. E’ possibile che il bimbo si sia sentito “bombardato” dalla notevole (e per lui inusuale) quantità di stimoli durante il giorno.

Questo pianto tende ad aumentare verso la 6ª e 12ª settimana, ma poi inizia a decrescere. Ciò a causa dell’immaturità del cervello infantile. Man mano che un bimbo comincia a crescere e completare il suo sviluppo, piangerà sempre di meno o come minimo non piangerà per questo motivo.

I pianti hanno qualche beneficio? Si! Comunicare.

I bimbi che non piangono mai sono predisposti ad avere problemi di personalità in età adulta. Il pianto è un modo fondamentale di esprimere le necessità fisiologiche ed emotive da parte di un bimbo. Per cui è essenziale cercare di capire che messaggio si cela dietro il pianto, in modo che il bimbo non reprima ciò che sta provando e sappia che può contare sull’aiuto dei suoi genitori.

Bibliografia


Jaramillo. L(2013). "Stimolazione infantile: Come sviluppare al meglio l'intelligenza fisica, mentale ed emotiva del tuo bimbo da 0 - 3 anni" (edizioni San Paolo).

 

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