Genetica, celiachia e diabete nei bambini

 

Mangiare pasta, pane, biscotti, pizza può diventare un incubo per le persone intolleranti al glutine o che soffrono della cosiddetta malattia celiaca.

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Le proteine contenute in questo tipo di cibo, specificamente negli alimenti fatti con il grano come la farina tipo 00, causano una risposta immunitaria che genera un’ infiammazione cronica, danneggiando i tessuti dell’intestino tenue e portando alla scomparsa dei villi intestinali, importanti per l’assorbimento di altri nutrienti. La celiachia, oltre ai sintomi gastrointestinali, può manifestarsi con problemi di pelle. Si tratta della cosiddetta celiachia della pelle (o dermatite erpetiforme di Duhring), che consiste nello spellamento dei palmi delle mani o piedi o in delle irritazioni della pelle che portano al formarsi di bollicine e ad un forte prurito; è caratterizzata da un ripresentarsi ciclico dell'irritazione, tanto da essere considerata cronica.

Oggi si sa che la celiachia è una malattia di origine genetica. Ma come evitare che i bambini sviluppino la malattia?

Prima si pensava che l’allattamento materno oltre che il ritardo nell'’introduzione o introduzione progressiva di cibi con glutine permettesse ai bimbi di assimilare meglio le proteine del glutine senza presentare i sintomi. Tuttavia, studi recenti hanno dimostrato che il patrimonio genetico è il più importante fattore per lo sviluppo di questa condizione autoimmune nei bimbi. Alessio Fasano, MD, PhD, direttore del Centro per la Ricerca e la Cura Celiachia commenta: “Siamo rimasti particolarmente sorpresi che l'allattamento al seno in questo caso non abbia alcun effetto protettivo."

Le ricerche di Fasano hanno dimostrato anche una correlazione tra malattia celiaca e diabete tipo 1. La celiachia è presente nel 5% delle persone con diabete di tipo 1. La celiachia e il diabete di tipo 1 sono entrambi disturbi derivati dal malfunzionamento del sistema immunitario e condividono alcuni dei geni ritenuti responsabili dei disturbi. Ad esempio, entrambe le malattie sono caratterizzate dalla presenza dei geni DQ2 e DQ8, che codificano le proteine sulla membrana dei linfociti T in grado di riconoscere la gliadina (derivato del glutine) e scatenare la reazione infiammatoria. Quando una persona è affetta da entrambe le malattie, il diabete di tipo 1 è di solito diagnosticato prima, perché presenta sintomi ben più evidenti e facili da riconoscere rispetto a quelli che caratterizzano la celiachia.

 

Bibliografia

Fasano is a visiting professor of Pediatrics at Harvard Medical School, and Catassi is a visiting scientist at MGHfC and a member of the pediatrics faculty at Università Politecnica delle Marche in Acona, Italy. Co-lead authors of the NEJM paper are Elena Lionetti, MD, University of Catania, Stefania Castellaneta, MD, San Paulo Hospital, and Ruggiero Francavilla, MD, PhD, University of Bari, all in Italy. The study was funded by the Celiac Foundation of the Italian Celiac Society.

 


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