Anche i bimbi possono soffrire di depressione

 

I neonati e i bambini in età prescolare possono soffrire di depressione, anche se questo disturbo è più difficile da diagnosticare rispetto ai bambini più grandi o agli adulti. I bambini non sono consapevoli della tristezza o stato d'animo come un adulto, per questo dobbiamo stare molto attenti a come procede il loro sviluppo emotivo e fisico per sapere se stano soffrendo o meno.

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I bimbi sono biologicamente predisposti ad avviare un legame affettivo. Arrivano al mondo con le abilità sensoriali e motorie per instaurare questo legame in modo rapido e intenso con una persona. E questo al fine di garantirsi protezione e sopravvivenza.

Quando il legame tra il neonato, la madre, il padre e gli altri caregivers è positivo, il bambino sviluppa interazioni emotive positive, impara dall'esperienza a conoscere se stesso, i suoi genitori e il mondo. Ed inizia con fiducia a percorrere il cammino dell’ autonomia.

Al contrario, quando c'è un deficit nel legame tra il bimbo e sua madre, o si instaura un legame negativo, questo si riflette sui disturbi dell'umore e dello sviluppo.

 Tipicamente, un bimbo depresso:

- sorride poco o niente;

- sembra non rispondere agli stimoli che gli vengono offerti;

- non reagisce se è lasciato con uno sconosciuto;

- mostra un certo ritardo nello sviluppo, per esempio:  camminare solo a 17-18 mesi o non parlare fino a due anni, senza altre cause che potrebbero giustificare questo;

- ha difficoltà a dormire e mangiare.

La depressione infantile può venire favorita sia da fattori ereditari sia da circostanze esterne (separazione familiare, perdita, abbandono, dolore) o anche avere una madre  affetta a sua volta da depressione.


Liliana Jaramillo, psicologa

Basato su un articolo scientifico  di Laura Rosell (notizie mediche di psichiatria infantile).

 

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